NEWSLETTER

Altro che amarcord!

Accade spesso di sentir descrivere la nostra associazione come animata da nostalgia.

Non voglio pensare che siano parole che scaturiscono da un interesse a svalutare l'impegno di Ciclostilato in proprio Storia e memorie del Movimento Studentesco Fiorentino, immagino quindi siano generate da ignoranza, approssimazione sulla conoscenza del percorso che ha portato un nutrito gruppo di studenti degli anni '70, in questo ultimo spicciolo di anni a raccogliere migliaia di documenti, immagini, filmati e memorie, consegnarli alla custodia dell'istituto Gramsci Toscano e affidarli poi allo studio di un poule di storici di indubbio valore con l'incarico di ricostruire quella vicenda che per quasi un decennio ha caratterizzato e intrecciato la vita scolastica, ma anche quella politica e sociale, affettiva e sentimentale di migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi che frequentavano le scuole medie superiori di Firenze e provincia.
Una storia che sarà presto stampata in un volume per le Edizioni dell'Assemblea del consiglio regionale toscano e messa in rete a disposizione di studiosi e di tutti coloro che ne saranno interessati e in particolare dei giovani di oggi.
Una “Storia in movimento” che guarda a un periodo particolare del nostro paese, della Firenze e della Toscana degli anni Settanta del secolo scorso. Una ricerca nel passato con gli occhi dell'oggi. Una “memoria attiva” che non cerca di vedere soltanto le “gesta eroiche” dei protagonisti di quegli anni ma anche la vita quotidiana dentro e fuori la scuola di quel fiume di umanità che attraversò la città con le proprie urla di protesta, i propri slogan, le proprie proposte per una “scuola migliore, per un mondo migliore”.
Capisco che venga abbastanza facile utilizzare termini come “tuffo nel passato” oppure “amarcord” per descrivere in maniera giornalistica e rapida il nostro percorso ma come tutti i luoghi comuni e/o gli stereotipi tendono a semplificare e mettere un cappello che non aiuta a comprendere il lavoro e l'impegno dell'Associazione che raccogliendo il testimone di quel gruppo di donne e uomini che quarant'anni dopo quella esperienza politica ma anche sociale, culturale e umana, s'è ritrovato quasi per caso e ha deciso di ricostruire quel periodo in cui a Firenze si cercò di dar vita a un Movimento di studenti autonomo, sia dai partiti politici sia dai gruppi extraparlamentari. Un impegno che sta giungendo al rush finale con la pubblicazione del volume ma che rappresenta oggi non un punto di arrivo ma di ripartenza per un progetto complessivo che si propone di contribuire alla riflessione più generale sul dialogo fra le generazioni, come recita lo statuto dell'Associazione “obiettivo è quello di promuovere in qualunque forma la memoria storica di quell’esperienza che si caratterizzò per l’adesione di massa da parte di coloro che all’epoca frequentavano le scuole medie superiori fiorentine, raccogliendo giovani di diverso orientamento ideale, politico, culturale e religioso e di diversa estrazione sociale, per l’autonomia rispetto alle forze politiche, per la sua capacità di organizzarsi capillarmente scuola per scuola, a livello cittadino e in contatto con esperienze analoghe presenti in altre città italiane. Scopo primo dell'Associazione è quello di non disperdere il ricco materiale archivistico raccolto anche per favorire e promuovere ulteriori percorsi di studio e analisi ….allo scopo di una loro pubblicizzazione attraverso libri, articoli, materiale multimediale, internet e altri prodotti capaci di rendere testimonianza di quell'esperienza. L’associazione auspica che tramite mostre, dibattiti, conferenze, convegni, iniziative di studio e confronto, pubblicazioni sia possibile dare conto degli ideali, delle passioni personali, delle capacità, delle motivazioni che animarono quell’esperienza, in particolare rendendone partecipi le giovani generazioni...”. 

La costituzione di Ciclostilato in proprio. Storia e Memorie del Movimento Studentesco Fiorentino è stato lo sbocco naturale non solo per tutelare, valorizzare e promuovere adeguatamente uel patrimonio comune che è stato custodito fino ad oggi dentro e fuori ognuno di noi, ma anche e soprattutto per metterlo al servizio di studiosi, istituzioni, associazioni e comunque quanti possano essere interessati a farne momento di riflessione pe runa una maggiore consapevolezza del passato a frutto del presente. Una sorta di cantiere aperto impegnato con altri in un percorso di ricerca storica e anche creativa.

Firenze, 27 maggio 2015